Il ristorante Girulą č un luogo d'incontro per tutti coloro che amano la cucina raffinata e la buona musica. La cucina del Girulą si rivolge ad un pubblico curioso ed esigente che insieme a piatti della tradizione, sempre eseguiti con grande tecnica, ha voglia di degustare sapori nazionali ed internazionali. Il menu, molto curato, si rinnova con cadenza stagionale sempre attento ai sapori e ai profumi che la natura ci offre. La selezione dei formaggi accanto ad una varietą di prodotti locali e nazionali dedica una particolare attenzione ai formaggi piemontesi. Anche la carta dei vini cosģ come il menł č ricca di proposte originali accanto ai grandi baluardi dell'enologia nazionale ed internazionale. Dopo i dolci, gustosi esempi della pasticceria napoletana, vi attende una carta dei distillati anch'essa molto curata e attenta ad ogni richiesta. Aperto nell'ottobre del '93 dalla famiglia Rondinella, il locale, strutturato come le vecchie cantine degli chansonniers č entrato nel circuito della Napoli by night e, per anni, la buona societą partenopea si č ritrovata qui per trascorrere piacevoli serate. Oggi, a distanza di quattordici anni, il ristorante Girulą sta vivendo una nuova stagione ed ha cambiato stile. Il locale rilevato da un giovane dentista, appassionato cultore della buona cucina ed esperto sommelier, č stato completamente rinnovato: nuovi arredi e tante luci fanno da scenografia ad un ambiente raffinato, caldo ed intimo, un posto dove provare nuove emozioni. Resta immutata la filosofia di fondo del Girulą che si propone sempre come punto d'incontro. Per i momenti speciali della tua vita, ti diamo la possibilitą di prenotare anche l'intero locale per accogliere amici e parenti in un ambiente raffinato e confortevole.
 
 

Raffaello Converso TRIO

in

Battito Napoletano

con Giuseppe Di Colandrea - clarinetto e sax e Enzo Pinelli - percussioni













Maria Pia De Vito al Girulà venerdì 30 ottobre 2009
Rosalia De Souza al Girulà sabato 14 novembre 2009
Amana Melomè al Girulà venerdì 27 novembre 2009
Andrea Celeste al Girulà venerdì 11 dicembre 2009


"Songbook"
Maria Pia De Vito: voice
Andrea Rea: piano
al Girulà venerdì 30 ottobre 2009

Maria Pia De Vito, cantante, compositrice e arrangiatrice. Dall'80 attiva in campo jazzistico, con artisti quali John Taylor e Joe Zawinul, partecipando a numerosi estival internazionali.
Nel 2001 è stata eletta dal giornale americano "Downbeat" nella classifica dei dieci artisti di confine(beyond artist) dell'anno, con musicisti come Caetano Veloso, Joni Mitchell, Carlos Santana e Cesaria Evora.









"Angelo e demone neapolitano"
Rosa Panaro
al Girulà
dal 15 ottobre 2009

Lilith è Partenope, la Luna Nera è Partenope. Napoli è femmina alata, femmina ribelle, trasgressiva. Ma Lilith, volitiva e voluttuosa, è anche l’autoritratto di un’artista esplosiva, vulcanica, coinvolgente e sconvolgente.
Così è Rosa Panaro, scultrice ad alto tasso di energia creativa, capace di modellare con dovizia la cartapesta come la ceramica, con incursioni in materiali nobili come il bronzo o poveri come il cemento o il gesso.

Non solo Lilith-Partenope, angelo e demone neapolitano, ma anche salamandre, piscis, mutandis, cherubini, melograni, spaghetti, pizze, nell’universo polimaterico e policromo di Rosa Panaro, un microcosmo abitato da creature simboliche, da un’iconografia popolare e fantastica.
Nel melograno aperto si riconosce l’immagine vulvare, per questo è il frutto simbolo di fertilità e prosperità, ma anche di resurrezione, di amore ardente, di sangue, è il testimone prelibato della “circolarità della vita”.
La salamandra è simbolo di arti magiche, ma soprattutto è creatura di fuoco, capace di sopravvivere tra le fiamme, riuscendo addirittura a spegnerle al suo passaggio.
Divina creatura e ninfa plebea, Lilith-Panaro percorre le strade di un mistero napoletano, tra una moltitudine di simboli e colori, di forme e di volumi. “Donne per sempre” è una dichiarazione di intenti che va al di là dell’identità biologica, è una ragione di vita. Ne sa qualcosa la “colomba della pace incazzata e incinta”.

Il viaggio nelle viscere della città si conclude con le ultime tracce, le “nature morte in bacheca”, l’illusione di un piatto di spaghetti non ancora consumato. Ma Napoli è un piatto che va consumato caldo.
Enzo Battarra



"Dal giardino dei silenzi"
Mathelda Balatresi
al Girulà dal 26 marzo 2009

Dolci ritratti, figure intrise di una tristezza atavica, immobili come maschere, stupite davanti a un qualcosa di eccezionale. Volti metafisici, segnati dal dolore e dai sogni che svaniscono all’alba, attaccati alla vita ma staccati dal tempo. Qualcuno si è “fumato” il cervello, lo svela la nuvoletta che fuoriesce dalla narice.

Nei paesaggi naturali, così soavi, così incantati, si nasconde una guerra immanente. Corpi si ammassano come policrome colline all’orizzonte in atmosfere rarefatte. E tutto è così silenzioso! Anche il mare fa cerchi e il bersaglio si tinge di rosso.
Mathelda Balatresi declina il colore e le forme con i ritmi del cuore, con l’ebbrezza della nostalgia. C’è un clima perfuso di tristezza dentro gli occhi di chi ci guarda, così come c’è l’amarezza di un ricordo smarrito nei giardini dell’infanzia. Il dramma è la pace perduta.
Ma se questi sono i temi delle opere di maggiori dimensioni, altra atmosfera si respira nei lavori grafici, in quei disegni che rappresentano i materiali minimi ma nobili della produzione di Mathelda Balatresi.

Qui la pittrice con arguzia e ammiccamenti esercita le potenzialità del segno. Una giocosa sensualità dà la sua impronta a disegni di raffinato, innocente erotismo. Il tratto è sicuro, incisivo, le linee curve si incrociano e si lambiscono, sfiorando i territori privati, i giardini dell’intimo.
Sulla superficie si disegnano affascinanti e avventurose geometrie. È un divertito e divertente rimando simbolico agli oscuri oggetti del desiderio, tra dettagli anatomici e conchiglie. E tutto si sublima nel desiderio, tutto rimane sulla carta. Non c’è carne e non c’è carnalità, non c’è turbamento, c’è spazio solo per un’intrigante fantasia.
“See me, feel me, touch me, heal me”, cantava Roger Daltrey. Una nuova epoca stava per nascere…
Enzo Battarra


"Solodado"
piano solo
Dado Moroni
al Girulà sabato 21 febbraio 2009 ore 21:00





"Heart roads"

piano solo
Enrico Pieranunzi
al Girulà venerdì 6 marzo 2009 ore 21:00



"Un mondo di gommapiuma"
Le sculture di Gerardo di Fiore
al Girulà dal 20 febbraio al
3 marzo 2009

Prove di leggerezza, nuvole di libertà.
Morbide le forme. E soffici. Un universo umano si cala nel duttile materiale della gommapiuma, portandosi con sé tensioni e fratture, equilibri e sogni.
Forti di una raffinata leggerezza materiale e compositiva, le sculture di Gerardo Di Fiore sono suadenti macchine della visione.
Le tenere figure sagomate si portano dentro ironie e drammi, storie e fantasie. Viaggiano sui binari di una creatività fertile, onirica, disincantata. Dentro c'è Napoli, la città-mamma, capace di stimolare a ogni passo l'invenzione. Certo, non sono stereotipi partenopei, ma le opere hanno tutta la freschezza e la spregiudicatezza di una cultura solare e mediterranea.
A tanta tensione verso una nuvola di libertà si contrappongono a volte le gabbie e le teche, dove si custodiscono speranze e si conservano ricordi. Altre volte gli oggetti di gommapiuma interagiscono con l'ambiente, con altri attrezzi e strumenti, ricostruendo una realtà simulata.

La ricerca di Gerardo Di Fiore è tesa da decenni a indagare le potenzialità di una materia fatta soprattutto di aria, una materia immateriale. Eppure, la gommapiuma, da sostanza negletta, nascosta funzionalmente a fare da imbottitura, viscere per materassi, divani o altro, diviene corpo dell'arte, materia nobile, scultura.
È come scoprire una parte nascosta di sé, un qualcosa di impresentabile sfuggito al controllo, alle censure, ai veti. Ecco perché le soffici sculture in gommapiuma di Gerardo Di Fiore sono nuvole di libertà.
Queste prove di leggerezza si trovano a dover fare i conti con la pesantezza di una quotidianità fatta di utensili e di attrezzi, di paradossi e di rituali. È allora che la gommapiuma si riempie ancora di più dell'aria che porta dentro di sé e si appresta a volare in alto sottraendosi ai destini terreni.

Tanta tensione verso l'alto ma anche tanta voglia di contaminarsi con le cose della terra, di invadere gli spazi della vita, di trasformare il paesaggio. Un altro mondo è possibile, un mondo di pace, dove ognuno può lasciarsi cadere senza dolore, dove ogni oggetto è incapace di creare danno, dove i bambini possono giocare in libertà. Un mondo di gommapiuma è possibile. Gerardo Di Fiore ci sta lavorando da tempo!
Enzo Battarra


"The light side of the moon"
Rita Marcotulli
al Girulà venerdì 23 gennaio 2009 ore 21:00

Marcotulli esce con la sua prima registrazione in solitudine. Un lavoro che i suoi estimatori attendevano da tempo e che la pianista sviluppa percorrendo il delicato crinale sul quale si muove da sempre quando produce cose a proprio nome, a cavallo tra i molti ambiti stilistici all' interno dei quali ha operato, sempre benissimo, nella sua carriera. Ma anche un lavoro profondamente intimistico, come rivela la presenza di brani come ”Us and Them”, da “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd - la cui lucentezza ha offerto al disco il parafrasato titolo - come ”Love Song”, dell' amico Anders Jormin, come Conversation with the Moon, nel quale suonano anche le pietre sonore dell' artista sardo Pinuccio Sciola, campionate per la tastiera, o infine come il conclusivo Elettra Magic Stick, dedicato alla figlia e cantato dalla stessa pianista in modo magicamente sospeso.







Amana Melome

"Indigo Red"
Amana Melomé
al Girulà venerdì 12 dicembre 2008

Nata in Europa e cresciuta intorno al mondo, Amana Melomè viene da una famiglia di artisti.  Suo nonno Jimmy Woode, contrabbassista, inizia come il musicista più giovane nell'orchestra di Duke Ellington sua nonna era una cantante jazz così come sua zia Shawnn Monteiro che è tutt'oggi attiva nellascena musicale mondiale.

"sono cresciuta ascoltando di tutto! da Carmen MecRae ad Angelique Kidjo da Manu Chao a Vivaldi, da Bob Marley a Zap Mama e poi i dischi dei nonni...quindi quando scrivo l'immaginazione vola dappertutto e mi trovo involontariamente a fondere diversi generi".

Nel primo cd di Amana, "INDIGO RED" ci sono musicisti di grande prestigio come il batterista Vinnie Colaiuta ed il bassista Reggie Hamilton.





Barisani

"Metti un gioiello a cena"
I monili di Renato Barisani
al Girulà dal 4 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009

Ha dato l'avvio alla stagione espositiva del Girulàrt l'artista più rappresentativo operante a Napoli nel campo della ricerca visiva: Renato Barisani. Proprio a lui il PAN ha di recente dedicato un'ampia personale.

Qui si è scelto di presentare un solo aspetto della produzione del maestro, i gioielli, partendo dalla loro progettazione fino ad arrivare alle opere finite. Gioie scolpite, dunque, ma anche preziosi progetti.

"Metti un gioiello a cena"
è l'inizio di un racconto sull'arte e sul gusto, ma è soprattutto l'invito a indossare un monile per celebrare una raffinata tavola.

E i gioielli di Renato Barisani sono vere sculture da indossare, opere plastiche di piccolo formato, seducenti e lucenti, vere gioie dell'arte, preziosità luminose. Dentro c'à tutta la ricerca di Barisani sui rapporti tra le forme e i colori, c'è tutta la sua passione a sperimentare le valenze delle materie.

Ma la sperimentazione parte dal disegno, dallo schizzo, da quel materiale minimo progettuale grazie al quale un'idea si realizza, prende consistenza e spessore, si fa opera. Ecco perchè i gioielli del Barisani artista-designer si accompagnano ai loro progetti, a dimostrazione di un percorso artistico di grande rigore.

Il tutto viene a costituire una mostra completa e complessa, monotematica per scelta, che partendo da un aspetto della produzione di Barisani riesce a dare un contributo reale alla conoscenza di un artista grande sperimentatore di linguaggi.
Che gioia!
Enzo Battarra


Concerto jazz

"Sea inside"
Javier Girotto e Francesco Nastro
al Girulà venerdì 21 novembre 2008

Per le possibilità timbriche ed armoniche dei due strumenti, tale combinazione produce risultati di indubbio interesse musicale, con un repertorio articolato su composizioni originali capaci di esaltare la creatività melodica di Girotto e la forza ritmica di Nastro.

Javier Girotto
, polistrumentista argentino, si presenta in duo con l'estroso pianista e compositore Francesco Nastro.

Un connubio che ha portato alla registrazione di un disco in quartetto: accanto a Girotto e Nastro figurano il bassista statunitense Avishai Cohen e il batterista Roberto Gatto.

I venerdi' del girula'
girulart
26 marzo
tributo anni '70
con Edoardo e Attilio
27 marzo Piano Bar

WOMAN IN JAZZ

Le sculture di
ROSA PANARO



Canta
con il Piano Bar
di
Alberto Bosco
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Via Vetriera a Chiaia 7/A - 80132 Napoli - Tel.: +39 081 425511 Fax: +39 081 409404 P.IVA 05982400631 | Powered by Activart | Visite: